Giovanni Frangi

Giovanni Frangi nasce a Milano, dove attualmente vive e lavora. Dopo una serie di mostre collettive, nel 1983 l’artista inaugura la sua prima mostra personale alla Galleria La Bussola di Torino. In seguito al suo debutto, l’artista attira l’attenzione di numerosi critici, poeti e scrittori, che contribuiscono ai suoi cataloghi con testi e prose, tra il 1986 e il 1997.
Gli anni a seguire vedono le opere di Frangi esibite su scala internazionale, in città quali Berna, Barcellona, New Orleans, Losanna, Hong Kong e Los Angeles. L’artista esplora il potere e l’azione del colore e della luce all’interno di paesaggi naturali lungo il trascorrere delle stagioni. Il primo periodo della carriera dell’artista fu profondamente legato all’espressionismo nord-­europeo, insieme alla ricerca tipica del periodo post-­impressionista. Lo studio della realtà è ciò che attrae l’artista maggiormente, portandolo a una continua esplorazione di questa. Il lavoro dell’artista va oltre il problema della figurazione, confidando nella propria visione personale che permette all’artista di scoprire una realtà originale e di rappresentarla senza dover fare riferimento a un realismo assoluto. Frangi raggiunge piena padronanza dei suoi soggetti quando questi vengono spogliati del loro realismo intrinseco e trasformati in rappresentazioni liriche della quotidianità.

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Exhibitions

Realizzata appositamente per i suggestivi spazi della galleria M77, la mostra La Legge Della Giungla segna il ritorno dell’artista Giovanni Frangi a Milano dopo cinque anni di assenza dalla sua città natale. In un momento così significativo per il capoluogo lombardo, a culmine del suo processo di “re-invenzione” post-industriale non solo sul fronte architettonico ma di vera riscrittura identitaria, l’artista decide di tornare a esporre non più per raccontare la città, ma per portarle in dono una visione nuova, che riassume tutti i mondi intercettati nel corso dei “laboratori nomadi” di questi anni. La Legge Della Giungla è infatti una sorta di momento “chiave”, un punto di approdo nel percorso dell’artista e segue le recenti esposizioni Lotteria Farnese presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Alles Ist Blatt presso l’Orto Botanico dell’Università di Padova e Mollate Le Vele presso il MAXXI di Roma.

La mostra presenta opere di grande formato che ricreano un’atmosfera arcadica, talvolta primitiva, dominata dalla natura. Le tele divengono quasi schermi su cui si proietta una realtà ormai dimenticata talvolta forse in conflitto con quella quotidiana e si riempiono di elementi di ispirazione tropicale, con rami, foglie, arbusti e ninfee. La Legge della Giungla non propone un richiamo nostalgico alla vita agreste, ma anzi vuole indagare la difficile relazione tra natura e città, proporre una visione nuova, una nuova chiave di lettura in cui si fa strada l’ipotesi del superamento di un conflitto che dura da sempre. La Legge Della Giungla è il terreno neutro in cui le due realtà si incontrano, a battaglia ultimata: la città non è più antagonista della natura, ma suo sviluppo, prosecuzione e proiezione. La Legge della Giungla è la natura che si urbanizza, popolando gli spazi della virtualità di cui è fatta gran parte della vita – urbana – di oggi. La Legge Della Giungla è uno sconfinamento di mondi, di territori che si compenetrano l’un l’altro. La riconciliazione tra questi due mondi non può che partire dall’uomo, dalla sua capacità di accettare l’assenza di confini che la realtà contemporanea, tramite la tecnologia, è riuscita a immaginare.

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